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ZONE LIMITROFE

La terra che accoglie il cimitero per animali Arione, è ricca di storia, di arte, di natura, di buon cibo e di buon vino, approfittatene per dedicarvi un momento di spensieratezza quando verrete a trovare il vostro piccolo amico che per tanto tempo di ha fatto sorridere.

Elenco di tutti gli itinerari con rimando ad ogni pagina


Il Monregalese - Dalle Alpi al Mare

Mondovì (559 m) è città con più cuori: c'è la parte alta, Piazza, un tempo sede di municipio, università, collegi, carceri: oggi, riscoperta e rivitalizzata, soprattutto dalle presenze di artigiani, la parte bassa, con i quartieri Breo, Piandellavalle e Carassone con gli straordinari portici, infine l'Altipiano, dall'altra parte del fiume Ellero, zona residenziale e di espansione urbanistica.

Da Piazza una passeggiata di circa un'ora (percorribile anche in bicicletta o a cavallo) conduce a

Vicoforte (598 m), piccolo paese reso famoso dal santuario Regina Montis Regalis e dalla Fiera della Madonna, che ogni anno richiama oltre un milione di visitatori. La costruzione di questo edificio religioso risale al 1596 su progetto di Ascanio Vitozzi intorno a un pilone, venerato per una leggenda: colpita da un cacciatore, l'icona della Madonna sanguinò. La gigantesca cupola ellittica, opera del Gallo (decorata all'interno con il più grande affresco esistente a tema unico, la Gloria di Maria, su 6032 m2) venne terminata nel 1733.

Lasciata Vicoforte si prosegue in direzione di Ceva (388 m), in Valle Tanaro, Proseguendo verso Garessio, una sosta merita Bagnasco (483 m), paese del Bal do Sabre, danza di origini saracene, che qui fecero numerose incursioni, lasciando in eredità nomi e alcuni prodotti della terra.

A Garessio (581 m), cittadina dove sgorgano le fonti San Bernardo, in alta Valle Tanaro, meritano una visita il santuario di Valsorda (1924, prima cupola in cemento armato in Italia) E l'oratorio di San Rocco.

Risalendo la SS28 si arriva a Ormea (736 m), centro delle Alpi del Mare, proseguendo si raggiunge Valcasotto (966 m), dove si trova il castello reale dei Savoia.


L'itinerario che copre la città di Cuneo e le vallate circostanti, Pesio, Vermenagna, Gesso e Stura,

risulta un po' "complicato" per via della conformazione geografica del territorio. Il modo più veloce di percorrerlo è in automobile, mettendo in conto strade strette di montagna, curve e tornanti e l'impossibilità di effettuarlo in tempo breve.

Cuneo (534 m) merita del tempo per essere capita, per coglierne colori e profumi, per comprenderne il fascino di città di storia e cultura, raggiunta dal vento del mare, dove la lingua francese è di casa.

Da Cuneo, seguendo la direttrice Peveragno-Chiusa Pesio, si entra nella Valle Pesio e si raggiunge il paese di Chiusa Pesio (566 m), legato alla certosa, straordinario monumento realizzato dai frati certosini. L'ambiente naturale della valle è protetto grazie al Parco Naturale della Valle Pesio, che ingloba anche la straordinaria zona carsica del Marguareis. Chi ama passeggiare può raggiungere il Pis del Pesio, gigantesca "fontana naturale" di 30 metri.

Da Chiusa Pesio si raggiunge Peveragno (615 m), paese famoso per la coltivazione della fragola.

Proseguendo alle falde della Bisalta si raggiunge Boves (711 m), due volte Medaglia d'oro al valor civile e alla Resistenza, culla della lotta partigiana, prima città italiana ad aver subito (19 settembre 1943) un atto di guerra contro la popolazione da parte dei nazisti.

Da qui si prosegue per Borgo San Dalmazzo (641 m), alla confluenza delle Valli Stura, Gesso e Vermenagna, seguendo la SS20 per il Colle di Tenda si entra nella Valle Vermenagna, da visitare Vernante (785 m), con le case dipinte da un centinaio di murales (realizzati negli anni Novanta) raffiguranti la favola di Pinocchio, in memoria di Attilio Mussino, disegnatore celebre per l'interpretazione del burattino di Collodi. In via Umberto I è stato allestito anche il Museo di Pinocchio, che ospita una mostra permanente.

Nella vicina Entracque (893 m) merita attenzione una fontana del 1565 sormontata dalla statuetta di Sant'Antonio. Lungo la strada per San Giacomo c'è il centro Enel, dove si possono ottenere informazioni sulla centrale "Luigi Einaudi", il più grande impianto idroelettrico di pompaggio d'Italia (1200 MW).


Le Terre del Marchesato

Saluzzo (395 m), città nobile e d'arte, di favole e castelli, di pietra e mattoni, città cerniera tra la catena delle Alpi e la pianura cuneese. La "Siena del Nord" è adagiata sulle colline che aprono alle Valli Bronda e Varaita, circondata da vigneti e alberi da frutto, con sullo sfondo la mole imponente del Monviso, il Re di Pietra.

Da Saluzzo si torna verso Cuneo e si arriva a Caraglio (675 m), primo centro della Valle Grana, che offre pregevoli testimonianze storico-artistiche del suo antico passato (i sentieri sulla collina del castello e le chiese, romaniche e barocche). Importante esempio di archeologia industriale, il Filatorio Rosso è una delle fabbriche più antiche d'Italia ed è oggi sede di mostre.

Un viaggio lo merita Castelmagno (1141 m), che dà il nome all'omonimo formaggio prodotto sul suo territorio, con il santuario dedicato a San Magno (1760 m), qui venerato come santo-soldato tebeo, con gli affreschi di Pietro da Saluzzo nella cappella Allemandi.

Ritornati a Caraglio si prosegue per Dronero (619 m), in Valle Maira. Città d'arte, storia e cultura,

patria adottiva di Giolitti, va visitata a piedi, affrontando il ponte medievale ("il ponte del diavolo")

sul Maira, che offre un panorama sul centro storico. La parrocchiale risale al Quattrocento, con un bel portale in pietra scolpita, opera dei fratelli Zabreri, attivi in tutta la valle. Dirigendosi verso l'alta

valle, s'incontra Cartignano (694 m), con il castello costruito alla fine del Quattrocento dai Conti Berardi di San Damiano e un curioso ponte coperto.

A Stroppo (1087 m) da non perdere la chiesa dedicata a San Peyre, costruita fra il XII e il XIII secolo.

Osservate le case in pietra, l'architettura essenziale, povera, ma solida. Entrate nelle borgate e troverete ovunque i forni comunitari, le strette vie di accesso in paesi che fino a metà del '900 rimanevano isolati per mesi dopo le nevicate.

Proseguendo verso la Valle Varaita, una sosta merita Busca (500 m). Straordinario il castello del Roccolo in stile neogotico e gli affreschi della chiesa in frazione San Martino. A Costigliole Saluzzo (460 m) non mancate di degustare il vino quagliano e visitare il centro storico, dove ci sono ben tre castelli.

Il viaggio in Valle Varaita impone una sosta a Brossasco (606 m): da ammirare nella parrocchiale di

Sant'Andrea il portale gotico del 1406, l'unico esempio di portale flamboyant in provincia. Proseguendo si raggiunge Valmala (831 m), famosa per il suo santuario.

Indiscussa capitale della valle è Sampeyre (971 m), dove non si è persa la tradizione della Bahio, festa millenaria in costume che narra di saraceni, mori, armate e giullari. Il paese ha un passato che affonda nel Medioevo: tra i segni più evidenti, Casa Clary (forse antica sede comunale) e la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo.

Ritornando verso Saluzzo è d'obbligo una sosta a Staffarda (267 m), che dà il nome alla splendida abbazia fondata nel 1135, forse con un intervento di San Bernardo di Chiaravalle.


Nelle Terre dei Savoia - Un Crocevia di Storie e Storie

Le terre dei Savoia sono un piccolo mondo pieno di una grande storia che viene da lontano. L'itinerario parte da Racconigi (253 m), immediatamente associata al castello dei Savoia, vero gioiello di arte barocca in provincia di Cuneo.

Da Racconigi si prosegue verso Cuneo in direzione di Savigliano (321 m), cittadina ricca di industrie e attività commerciali. Punto di partenza ideale è la piazza Santarosa, circondata da portici medievali e dominata dalla torre civica e dall'insolito arco di trionfo, conseguenza dei soggiorni a Savigliano dei duchi di Savoia.

Da Savigliano si svolta per Bra in direzione di Cherasco: consigliamo di fermarsi a Cervere (301 m), dove bisogna immergersi nell'intrico delle viuzze per andare a scovare la bella piazzetta e il palazzo municipale, oltre i quali si arriva allo strapiombo sullo Stura e alla torre medievale.

Cherasco (288 m) è nota come la "città delle sette paci", di cui due importantissime: nel 1631 (pace di Cherasco, con cui il Piemonte passava alla Francia) e nel 1796 (armistizio di Cherasco, con cui i Savoia si arresero a Napoleone), entrambe firmate nel seicentesco Palazzo Salmatoris. Cherasco sorge in posizione strategica ed è caratterizzata dalla pianta a scacchiera tagliata da vie perpendicolari, oltre che dalle mura, che cingevano la città formando una stella. Oggi rimangono l'arco di porta Narzole e quello del Belvedere, detto arco trionfale. Passeggiando nel centro storico non mancate di visitare il castello visconteo del Trecento, il palazzo comunale e palazzo Gotti e la chiesa romanica di San Pietro.

Da Cherasco si prosegue per Bene Vagienna (349 m), cittadina fascinosa come una damina elegante, caratterizzata da antichi portici ed edifici religiosi di pregio. Il centro storico è un interessante insieme di edifici medievali e barocchi, tra cui il castello, oggi ospedale, la parrocchiale dell'Assunta e la Chiesa dei Battuti Bianchi.

Lasciata Bene Vagienna ci dirigiamo a Fossano (377 m). La città degli Acaja sorge in posizione dominante sul fiume Stura. Il monumento più famoso della città è sicuramente il castello turrito, costruito fra il 1324 e il 1332.


Bra e Roero - Suggestioni di una Terra Ritrovata

Il Roero, sponda sinistra del Tanaro albese, è una terra dai marcati contrasti e dalle innumerevoli risorse turistiche. Una terra aristocratica: nel nome, che richiama quello della nobile famiglia artigiana protagonista del Medioevo locale, e nel paesaggio, ricco di torri e castelli.

L'itinerario parte da Bra (290 m). Di antica origine, il suo nucleo urbano originario va messo in relazione alla decadenza della importante Pollentia romana. Fu comune autonomo dalla fine del XII secolo ed eletta città nel 1760 con atto formale di Carlo Emanuele III. Il centro storico annovera le pregiate architetture barocche della parrocchiale di S. Andrea, della chiesa dei Disciplinanti della SS.ma Trinità e della chiesa di Santa Chiara (capolavoro di Bernardo Vittone, con affreschi del braidese Pier Paolo Operti) e il palazzo comunale, la cui facciata è attribuita al Vittone. Il tardogotico palazzo Traversa è sede del museo di storia naturale Craveri, istituito nel 1843.

Sommariva Perno (389 m) si offre agli sguardi con il sontuoso castello, che fu teatro della bella storia d'amore fra re Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin. Il paese, che ha scritto pagine importanti nell'economia locale in relazione alla fragola, propone l'attrezzato Centro sportivo del Roero e il Parco forestale del Roero.

Proseguendo, si incontra Baldissero d'Alba (410 m). Il turrito castello (l'aspetto esterno risente fortemente della ricostruzione di metà Ottocento) domina su colline famose per le fragole e le pregiate produzioni viticole. Ai margini di una vasta area boschiva, si trova l'Osservatorio ornitologico di Cascina Serralunga, importante stazione per lo studio, la cattura e l'inanellamento degli uccelli di passo.

Superati Montaldo Roero, Monteu Roero e Santo Stefano Roero, si giunge a Montà (316 m). Un vasto parco circonda il castello risalente al XIV secolo, poi ricostruito nel '400 e modificato nel '600. In un suggestivo paesaggio boschivo, sorge il santuario dei Piloni, antico luogo di culto reperti di età romana e resti del XIII secolo), meta di pellegrinaggi.

Si prosegue per Canale (193 m), cuore mercantile del Roero. All'inizio del '200 risalgono le prime notizie del mercato settimanale. Le piazze, sulle quali, all'inizio secolo, si sono decise le fortune delle pesche di Canale, celebrano, oggi, i rinomati vini del Roero. Vi ha sede l'enoteca regionale del Roero con l'annesso ristorante. Il concentrico mantiene la struttura della villa nova costruita dagli astigiani nel 1260. Il castello, eretto dai Roero nel XIV secolo, è stato modificato nel '700.

Da Canale, attraverso Priocca, si prosegue per Govone (301 m): il castello, inserito nel circuito delle Residenze Reali, è oggi sede del Comune. La scenografica costruzione settecentesca presenta uno scalone realizzato secondo schemi barocchi e all'interno decorazioni e stucchi di estremo interesse.

Scendendo verso Alba si incontra Magliano Alfieri (328 m), caratterizzato dalla presenza del castello seicentesco in cui soggiornò Vittorio Alfieri; ospita il museo dei soffitti di gesso, tipici rivestimenti del Roero e del basso Monferrato.

Altro castello da non perdere è quello di Guarene (360 m): il settecentesco palazzo in stile juvarriano è forse uno degli esempi meglio conservati di residenza nobiliare, sia per la posizione, sia per lo stato di conservazione degli arredi interni e gli splendidi giardini all'italiana. Meritano una visita anche la parrocchiale dei santi Pietro e Bartolomeo e la chiesa barocca dell'Annunziata.

Attraverso Castagnito, si scende nella conca di Castellinaldo, circondata di vigneti e dominata dal castello. Proseguendo verso Monticello d'Alba, fatta una deviazione verso Vezza d'Alba, si attraversa Piobesi d'Alba per fermarsi a Corneliano d'Alba (204 m) e ammirare la torre dodecagonale che domina il centro storico.

A Monticello d'Alba (320 m) non perdete la parrocchiale di San Ponzio, che conserva una torre campanaria romanico-gotica e affreschi risalenti all'XI secolo. Il castello dei Roero, abitazione privata ma visitabile, presenta una pianta quadrilatera regolare con agli angoli torri tra loro diverse e un interessante passo di ronda su tre lati.

A Santa Vittoria d'Alba (346 m), il cui toponimo si rifà alla vittoria di Stilicone sui goti di Alarico,

sono i numerosi reperti di età romana ad attestare l'importanza strategica del territorio. Una solida torre quadrata (XIV secolo) svetta su quel che resta delle antiche mura di cinta. L'oratorio di S. Francesco (XV-XVI secolo) custodisce un ciclo di affreschi (Passione) di fine '400. Di età romana è il Turriglio (I sec. d.C.), monumento a pianta rotonda dedicato alla grandezza di Roma. Vi ha sede la storica ditta Cinzano, con annesso il museo dei vetri "Cinzano Glass Collection".


Alba e le Terre del Vino - Le Dodici Colline delle Langhe

Salite su una collina, una qualunque delle Langhe, per ammirare il panorama che si perde a vista d'occhio in una successione ritmica che ricorda le onde del mare. A spezzare quelle linee morbide e continue l'immancabile profilo squadrato di una torre o di un castello. Non c'è paese che non vanti almeno un piccolo castello; le abitazioni dei signorotti locali sono ormai entrate a far parte del paesaggio come le vigne e i noccioli.

Come le torri di Alba (172 m), la capitale delle Langhe, città viva e vitale, segno di una terra operosa e mai arrendevole che sa unire alla durezza del lavoro il piacere del buon vivere. Teatro dell'annuale Fiera Nazionale del Tartufo e del Palio degli Asini, Alba vanta numerosi luoghi di interesse storico, come la chiesa di San Giovanni, caratterizzata dallo stile barocco della facciata e circondata da interessanti edifici del XV secolo. All'interno della chiesa sono conservati alcuni dipinti di valore come la Madonna delle Grazie di Barnaba da Modena, del 1377 e l'Adorazione del Bambino e santi di Macrino d'Alba del 1508.

Lasciata Alba, la strada inizia ad accarezzare le colline per arrivare a Roddi (284 m), il Castrum Rhaudium degli antichi romani, dove lo sguardo spazia sulle colline delle Langhe da un lato e su quelle del Roero dall'altro. Spicca la sagoma massiccia del castello, edificato nell'XI secolo su di una base fortificata precedente, che sbuca sopra i tetti del paese con le sue mura altissime e possenti.

La strada ora sale fino a La Morra (513 m), uno dei punti più panoramici della Bassa Langa. Il suo centro storico è di origine medievale e presenta una pianta a ventaglio, da cui spicca la parrocchiale di San Martino eretta nel 1675 su disegno di Michelangelo Garove. Appena fuori del paese, sulla strada per Grinzane, si trova l'ex abbazia dell'Annunziata del XV secolo, attualmente sede di un museo enologico privato.

Da La Morra la strada prosegue a saliscendi tra splendidi vigneti portandosi sul fondovalle dove sorge Barolo (415 m), dominato dalla sagoma squadrata del castello Falletti, eretto nel X secolo come baluardo contro le invasioni saracene e ora di proprietà del Comune. All'interno del castello, oltre a una ricca enoteca regionale, si possono ammirare varie sale, alcune delle quali adibite a museo. Si segnala in particolare la bella biblioteca, curata per qualche tempo da Silvio Pellico, che soggiornò nel castello.

Da Monforte si scende a Dogliani (295 m), città natale di Luigi Einaudi, nota per il rinomato dolcetto. Da vedere la parrocchiale neoclassica, con la cupola innestata sulla pianta a croce greca.

Pochi chilometri separano Serralunga da Castiglione Falletto (350 m), altro bellissimo esempio di borgo antico raccolto attorno al castello medievale a pianta circolare, caratterizzato da massicci torrioni cilindrici che rinforzano le mura e da una grande torre centrale.

Prendendo verso Alba si raggiunge Grinzane Cavour (269 m). Questo piccolo abitato, stretto attorno al castello, porta nel nome il ricordo dei diciassette anni, dal 1832 al 1849, durante i quali il grande "tessitore" del Risorgimento italiano fu sindaco del paese. A Camillo Benso, conte di Cavour, l'agricoltura piemontese e in particolare quella langarola deve molto. Fu lui a ingaggiare esperti vinificatori francesi per selezionare i vitigni e affinare i processi di vinificazione che hanno portato ai celebri rossi piemontesi.

Il possente e squadrato castello di Grinzane, teatro dell'annuale premio letterario omonimo, ospita

un'enoteca regionale presso la quale è possibile degustare e acquistare vini di alta qualità. Il museo

racchiude numerose sale dedicate alla vinificazione e al tartufo, oltre a presentare le stanze e gli arredi del castello e numerosi cimeli cavouriani.


Alta Langa - La Frontiera Nascosta

Così si potrebbe definire il territorio dell'Alta Langa, 43 piccoli paesi arroccati da secoli sulle sommità delle colline, molti dei quali raggiungono oggi a mala pena qualche centinaio di abitanti.

Capitale della nocciola, ingrediente di base della celeberrima Nutella, del torrone e di molti dolci di sapore locale, Cortemilia (247 m) è adagiata sul fondovalle, sulle rive del torrente Bormida.

Piccolo borgo medievale a pianta triangolare, Bergolo (616 m) conta oggi solo una settantina di abitanti.

Eppure, il fascino che sprigiona è notevole, con le sue case in pietra ben ristrutturate e con la posizione panoramica, a dominare i ripidi versanti tra la Valle Bormida e la Valle Uzzone.

Lasciatosi alle spalle il piccolo borgo di Levice e le residue coltivazioni di nocciole, il nostro itinerario attraversa ora fitti boschi che danno al paesaggio un sapore più aspro. In piena estate, il calore opprimente delle basse valli lascia qui spazio a un piacevole refrigerio mentre la vista spazia sul profondo solco vallivo scavato dal Bormida.

Prima di risalire il versante che separa il Bormida dal Belbo è opportuna una visita a Monesiglio (372 m) e al suo castello: è paese di bassa valle, uno dei più popolati con i suoi oltre mille abitanti. La strada riprende poi decisamente a salire verso la vetta della Langa, Mombarcaro (896 m).

Da Mombarcaro si può partire per visitare la sponda destra della Valle del Belbo, con gli abitati di Niella Belbo, Feisoglio e Cravanzana, oppure scendere a S. Benedetto Belbo. L'area fa parte della Riserva naturale delle sorgenti del Belbo, unico esempio di zona umida nell'Alta Langa, dove a maggio è possibile ammirare le orchidee in fiore.

Murazzano sorge a oltre 700 m, anch'essa situata in una posizione panoramica privilegiata, a dominare la pianura sottostante. Al centro del paese, che conserva un nucleo storico percorso da vie strette e impervie, sorge una torre a pianta quadrata che, secondo la tradizione, sarebbe stata eretta ai tempi delle incursioni saracene. Murazzano dà il nome a uno dei formaggi d.o.p. piemontesi: si tratta di un formaggio a pasta fresca prodotto da latte misto di mucca e pecora.

La cucina dell'Alta Langa è sobria ma ricca di piatti tradizionali: i salumi, il bollito di bue, la selvaggina, i funghi, i formaggi e i dolci di castagne e nocciole sono solo alcuni degli "itinerari gastronomici" che il turista potrà scoprire sostando nelle trattorie, nei ristoranti e negli agriturismi

dispersi tra queste colline.

Bossolasco (757 m), sede della comunità montana, è da lungo tempo un centro turistico di grande richiamo. Sia l'edilizia pubblica sia quella privata sono molto ben curate, innumerevoli aiuole di rose costellano il territorio comunale e sbocciano in una fioritura collettiva a partire dal mese di maggio. Il centro storico, disteso sulla collina che si sporge verso il Belbo, conserva l'impostazione architettonica tradizionale: alte mura dall'inconfondibile colore sabbia lo mettono al riparo dai possibili danni degli agenti atmosferici. La chiesa di S. Giovanni, in stile gotico-lombardo, è stata ricostruita ai primi del Novecento, mentre il campanile in pietra risale al Quattrocento.

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Fonte: Turismo provincia di cuneo (http://turismo.provincia.cuneo.it/)