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Bra e Roero - Suggestioni di una Terra Ritrovata

Il Roero, sponda sinistra del Tanaro albese, è una terra dai marcati contrasti e dalle innumerevoli risorse turistiche. Una terra aristocratica: nel nome, che richiama quello della nobile famiglia artigiana protagonista del Medioevo locale, e nel paesaggio, ricco di torri e castelli.

L'itinerario parte da Bra (290 m). Di antica origine, il suo nucleo urbano originario va messo in relazione alla decadenza della importante Pollentia romana. Fu comune autonomo dalla fine del XII secolo ed eletta città nel 1760 con atto formale di Carlo Emanuele III. Il centro storico annovera le pregiate architetture barocche della parrocchiale di S. Andrea, della chiesa dei Disciplinanti della SS.ma Trinità e della chiesa di Santa Chiara (capolavoro di Bernardo Vittone, con affreschi del braidese Pier Paolo Operti) e il palazzo comunale, la cui facciata è attribuita al Vittone. Il tardogotico palazzo Traversa è sede del museo di storia naturale Craveri, istituito nel 1843.

Sommariva Perno (389 m) si offre agli sguardi con il sontuoso castello, che fu teatro della bella storia d'amore fra re Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin. Il paese, che ha scritto pagine importanti nell'economia locale in relazione alla fragola, propone l'attrezzato Centro sportivo del Roero e il Parco forestale del Roero.

Proseguendo, si incontra Baldissero d'Alba (410 m). Il turrito castello (l'aspetto esterno risente fortemente della ricostruzione di metà Ottocento) domina su colline famose per le fragole e le pregiate produzioni viticole. Ai margini di una vasta area boschiva, si trova l'Osservatorio ornitologico di Cascina Serralunga, importante stazione per lo studio, la cattura e l'inanellamento degli uccelli di passo.

Superati Montaldo Roero, Monteu Roero e Santo Stefano Roero, si giunge a Montà (316 m). Un vasto parco circonda il castello risalente al XIV secolo, poi ricostruito nel '400 e modificato nel '600. In un suggestivo paesaggio boschivo, sorge il santuario dei Piloni, antico luogo di culto reperti di età romana e resti del XIII secolo), meta di pellegrinaggi.

Si prosegue per Canale (193 m), cuore mercantile del Roero. All'inizio del '200 risalgono le prime notizie del mercato settimanale. Le piazze, sulle quali, all'inizio secolo, si sono decise le fortune delle pesche di Canale, celebrano, oggi, i rinomati vini del Roero. Vi ha sede l'enoteca regionale del Roero con l'annesso ristorante. Il concentrico mantiene la struttura della villa nova costruita dagli astigiani nel 1260. Il castello, eretto dai Roero nel XIV secolo, è stato modificato nel '700.

Da Canale, attraverso Priocca, si prosegue per Govone (301 m): il castello, inserito nel circuito delle Residenze Reali, è oggi sede del Comune. La scenografica costruzione settecentesca presenta uno scalone realizzato secondo schemi barocchi e all'interno decorazioni e stucchi di estremo interesse.

Scendendo verso Alba si incontra Magliano Alfieri (328 m), caratterizzato dalla presenza del castello seicentesco in cui soggiornò Vittorio Alfieri; ospita il museo dei soffitti di gesso, tipici rivestimenti del Roero e del basso Monferrato.

Altro castello da non perdere è quello di Guarene (360 m): il settecentesco palazzo in stile juvarriano è forse uno degli esempi meglio conservati di residenza nobiliare, sia per la posizione, sia per lo stato di conservazione degli arredi interni e gli splendidi giardini all'italiana. Meritano una visita anche la parrocchiale dei santi Pietro e Bartolomeo e la chiesa barocca dell'Annunziata.

Attraverso Castagnito, si scende nella conca di Castellinaldo, circondata di vigneti e dominata dal castello. Proseguendo verso Monticello d'Alba, fatta una deviazione verso Vezza d'Alba, si attraversa Piobesi d'Alba per fermarsi a Corneliano d'Alba (204 m) e ammirare la torre dodecagonale che domina il centro storico.

A Monticello d'Alba (320 m) non perdete la parrocchiale di San Ponzio, che conserva una torre campanaria romanico-gotica e affreschi risalenti all'XI secolo. Il castello dei Roero, abitazione privata ma visitabile, presenta una pianta quadrilatera regolare con agli angoli torri tra loro diverse e un interessante passo di ronda su tre lati.

A Santa Vittoria d'Alba (346 m), il cui toponimo si rifà alla vittoria di Stilicone sui goti di Alarico,

sono i numerosi reperti di età romana ad attestare l'importanza strategica del territorio. Una solida torre quadrata (XIV secolo) svetta su quel che resta delle antiche mura di cinta. L'oratorio di S. Francesco (XV-XVI secolo) custodisce un ciclo di affreschi (Passione) di fine '400. Di età romana è il Turriglio (I sec. d.C.), monumento a pianta rotonda dedicato alla grandezza di Roma. Vi ha sede la storica ditta Cinzano, con annesso il museo dei vetri "Cinzano Glass Collection".